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26/Mag/2026

Entropion ed ectropion sono due opposte malposizioni delle palpebre (solitamente quelle inferiori)

  • Entropion: La palpebra si piega verso l’interno. Le ciglia e la cute sfregano contro il bulbo oculare, causando forte irritazione, lacrimazione e il rischio di ulcere corneali.
  • Ectropion: La palpebra si piega verso l’esterno. L’occhio rimane esposto, si secca e le lacrime non defluiscono correttamente, provocando arrossamento, infiammazione e lacrimazione continua.

La terapia definitiva e risolutiva è l’intervento chirurgico, che consiste in una sorta di corretto riposizionamento della palpebra affetta.

 

SINTOMI E CAUSE

Normalmente, la palpebra superiore e quella inferiore si chiudono ermeticamente, proteggendo l’occhio dai traumi e prevenendo l’evaporazione del film lacrimale. Se i margini palpebrali sono introflessi (entropion), le ciglia sfregano contro l’occhio, favorendo la formazione di ulcere e cicatrici corneali. Se i margini di una palpebra sono estroflessi (ectropion), le due palpebre non combaciano più correttamente e le lacrime non si diffondono sul bulbo oculare.

Queste condizioni sono più comuni nelle persone anziane (in genere a causa della maggiore rilassatezza dei tessuti dovuta all’età), in persone con modificazioni oculari causate da infezioni, malattie autoimmuni, interventi chirurgici o lesioni e in persone affette da blefarospasmo (spasmo dei muscoli che circondano l’occhio: il più delle volte di causa sconosciuta e di carattere ereditario).

Nei soggetti con paralisi di Bell (tipo di paralisi del nervo facciale che può paralizzare o indebolire i muscoli di una parte del volto, dovuta al malfunzionamento del settimo nervo cranico) può anche insorgere ectropion.

Dal punto di vista dei sintomi sia l’entropion sia l’ectropion possono irritare gli occhi, causando una sensazione di corpo estraneo nell’occhio, lacrimazione e arrossamento. La diagnosi si basa sui sintomi sia di entropion sia di ectropion e sui riscontri degli esami eseguiti

 

TERAPIA

Nei soggetti con entropion o ectropion, le lacrime artificiali e le pomate oftalmiche lubrificanti (da usare di notte) possono aiutare a mantenere l’occhio umido e a lenire l’infiammazione. L’entropion e l’ectropion possono essere trattati chirurgicamente, per esempio per preservare la vista da eventuali danni (come l’ulcera corneale da entropion dovuta essenzialmente allo sfregamento delle ciglia sul bulbo oculare), per ridurre il disagio o per ragioni estetiche.

La correzione dell’ectropion/entropion serve a ripristinare la corretta funzionalità della palpebra, prevenendo irritazioni e secchezza oculare. L’intervento chirurgico viene eseguito in anestesia locale o generale a seconda della gravità della patologia, delle condizioni generali del paziente e del parere professionale del chirurgo oculista.

Il chirurgo rimuove una piccola quantità di tessuto dalla palpebra e riposiziona la palpebra nella corretta sede. In alcuni casi, può essere necessario utilizzare punti di sutura per mantenere la palpebra nella nuova posizione.

 

ACCORTEZZE DOPO L’INTERVENTO

Dopo l’intervento, il paziente deve seguire le istruzioni del chirurgo riguardanti la cura delle palpebre, soprattutto dal punto di vista igienico per evitare infezioni. Nei primi giorni dopo l’intervento è necessario applicare ghiaccio e pomate antibiotiche. Il paziente deve evitare di strofinare gli occhi e di esporsi a polvere o vento per alcune settimane ed evitare altresì di fare attività fisica intensa per almeno una settimana dopo l’intervento.

L’immagine centrale si riferisce ad un OCCHIO SANO

 

 


22/Nov/2024

L’apparato visivo e quello uditivo sono estremamente interconnessi, anche per quanto concerne delle rare patologie infiammatorie di origine autoimmune come la Sindrome di Cogan

La Sindrome di Cogan è una malattia infiammatoria autoimmune rara, se ne conoscono circa 300 casi, caratterizzata da cheratite interstiziale (infiammazione cronica, non ulcerativa degli strati intermedi della cornea che è talvolta associata a uveite; i sintomi comprendono fotofobia, dolore, lacrimazione e offuscamento della vista) e disfunzioni audio-vestibolari a carico dell’orecchio interno.

CAUSA AUTOIMMUNE

La patologia colpisce prevalentemente i giovani adulti, in letteratura si riporta che l’80% dei pazienti ha un’età compresa fra 14 e 47 anni, anche se non si conosce molto a questo proposito, si ritiene che la sua causa sia prevalentemente autoimmune.  Gli autoanticorpi diretti contro gli antigeni dell’orecchio interno e le strutture della cornea, noti come i peptidi Cogan, di solito sono presenti, anche se non possono essere considerati l 100% come bio-marcatori sierologici specifici per la sindrome; l’antigene scatenante è comunque riconosciuto in una risposta autoimmune comune alla cornea e all’orecchio interno.

 

SINTOMATOLOGIA

I sintomi di presentazione coinvolgono il sistema oculare, il sistema vestibolo-uditivo, o entrambi. Dopo circa 5 mesi, la maggior parte dei pazienti presenta sintomi sia oculari che audio-vestibolari.

Sintomi sistemici aspecifici comprendono febbre, cefalea, dolore articolare e mialgia.

Il coinvolgimento oculare è di natura prevalentemente infiammatoria e comprende una combinazione tra una Cheratite interstiziale spesso bilaterale, o altri tipi di cheratite stromale corneale, e altre forme di infiammazione orbitale (episclerite o sclerite, uveite, papillite, vitreite, coroidite).

I sintomi oculari comprendono irritazione, dolore, fotofobia e riduzione della vista. L’esame oculare mostra un infiltrato corneale stromale irregolare tipico appunto della cheratite interstiziale, arrossamento oculare, edema del nervo ottico, proptosi, o una combinazione di questi sintomi.

I sintomi vestibolo-uditivi possono comprendere ipoacusia neurosensoriale, acufeni, vertigine e/o una sensazione di pienezza o pressione.

Da un punto di vista vascolare può presentarsi un’aortite significativa con un soffio cardiaco diastolico, ed anche un difetto di deambulazione dovuto ad una patologia circolatoria a carico degli arti inferiori causato da una vasculite infiammatoria.

 

 

DIAGNOSI

La diagnosi si basa su una valutazione congiunta da parte di un oftalmologo e di un otorinolaringoiatra.

Il quadro clinico parte dall’esclusione di altre cause di cheratite stromale (sifilide, malattia di Lyme, infezione dal virus di Epstein-Barr), prosegue quindi con adeguati test sierologici.

Nei pazienti con sindrome di Cogan, sono stati riscontrati anticorpi contro gli antigeni dell’orecchio interno, anticorpi anti-Hsp70 (associati a perdita dell’udito neurosensoriale) e anticorpi citoplasmatici anti-neutrofili (associati alla vasculite).

La TC e la RM forniscono un aiuto diagnostico e possono essere normali o mostrare labirintite, infiammazione o calcificazione dei canali semicircolari, del vestibolo o della coclea.

 

TRATTAMENTO

Si tratta di una patologia poco studiata, a causa soprattutto della sua bassa incidenza, ma difficile da curare soprattutto a per la sua sintomatologia; la sindrome risponde di solito al trattamento Iniziale con corticosteroidi topici e, talvolta, sistemici per il coinvolgimento oculare.

La malattia non trattata può portare a cicatrici corneali e perdita visiva. Con il trattamento, anche il rischio di ipoacusia permanente si riduce a circa il 50%.

In associazione ai corticosteroidi si può fare ricorso agli integratori con proprietà immunostimolanti, utili in tutte le malattie a carattere autoimmune. Questi prodotti naturali, come l’integratore di AHCC, hanno il vantaggio di stimolare una parte del sistema immunitario, l’immunità aspecifica, che protegge l’organismo ma non incide sulla patologia in sé, possono quindi migliorare sensibilmente la risposta dell’organismo alla terapia farmacologica e la qualità di vita del paziente affetto dalla sindrome.

 



Dr. Carmine Ciccarini

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