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10/Nov/2022

20 novembre Giornata Mondiale dell’Infanzia

Trattamento delle ipermetropie nei bambini

L’ipermetropia è il difetto refrattivo più comune nell’infanzia e può insorgere con disturbi della motilità oculare. Solitamente l’esotropia (occhio deviato all’interno) o esoforia (strabismo intermittente) che comportano uno strabismo convergente.

Secondo una ricerca dell’organizzazione Prevent Blindness sulla diffusione dei disturbi visivi tra i bambini statunitensi, colpisce circa il 21% dei bambini tra i 6 mesi e i 6 anni e circa il 13% dei bambini tra i 5 e i 17 anni.

I valori possono variare da alcune diottrie (1.5/2), che rientrano in un ambito fisiologico, fino a ipermetropie estreme che in casi eccezionali possono raggiungere anche valori superiori alle 30 diottrie (negli occhi microftalmici); comunemente il difetto refrattivo, se associato ad esotropia, si attesta su valori fra le 3 e le 7 diottrie.

Il bambino può talvolta non presentare strabismo nei primi mesi, ma svilupparlo dopo il primo anno di vita. In questi casi si esegue una visita in dilatazione utilizzando il retinoscopio che permette di stabilire il difetto refrattivo senza usare l’autorefrattometro per la scarsa collaborazione dei piccoli pazienti sotto i 4 anni.

Cause dell’ipermetropia nei bambini

L’ipermetropia è considerata una condizione altamente ereditabile. Importanti studi scientifici hanno infatti dimostrato che la genetica è causa del 50% dei casi; tuttavia complicanze in corso di gravidanza o nella prima infanzia, come alcune malattie che influenzano la crescita e lo sviluppo, oppure traumi alla vista, aumentano il rischio di ipermetropia. Contribuiscono all’ipermetropia anche particolari fattori ambientali, come ad esempio la malnutrizione.

Sintomi e diagnosi dell’ipermetropia nei bambini

I primi sintomi della presenza di ipermetropia nei bambini sono mal di testa frequente, visione sfocata quando si concentra la vista su oggetti a breve distanza, affaticamento e sfregamento degli occhi, problemi di lettura e strabismo.

Altro evidente sintomo dell’ipermetropia nei bambini è l’esotropia accomodante, ovvero gli occhi incrociati, che si verifica quando un occhio sta cercando di compensare l’errore di rifrazione dell’altro, portando gli occhi ad incrociarsi.

Un test della vista e un esame oculistico completo, utilizzando attrezzature specializzate ed eseguito da un professionista qualificato, è in grado di diagnosticare l’ipermetropia nei bambini. Generalmente, gli esami oculistici vengono eseguiti sui bambini a 6 mesi, 3 anni e almeno ogni 2 anni a scuola. Una volta diagnosticata l’ipermetropia, è opportuno sottoporre regolarmente i bambini a visita oculistica, poiché potrebbe essere necessario cambiare le prescrizioni con la crescita.

in ragione della diagnosi precoce di difetti infantili anche di natura congenita e del loro tempestivo trattamento, si ribadisce l’importanza della visita oculistica in età pediatrica

 

Trattamento dell’ipermetropia nei bambini

La correzione ottica deve essere totale rispetto al difetto refrattivo se c’è uno strabismo convergente manifesto che solitamente è alternante. Nei difetti di intensità meno grave (2/3 diottrie) a volte è sufficiente la sola correzione ottica per arrivare nel corso di anni ad una ottima correzione del difetto ortottico. Nei difetti di entità più elevata occorrono anni, a volte fino alla pubertà, per avere un raddrizzamento degli occhi utilizzando talvolta prismi a base esterna che, spostando l’immagine degli oggetti, causano una sorta di esercizio dei muscoli retti orizzontali specialmente del retto esterno che potenziandosi, tende a raddrizzare l’occhio.

Utili sono anche esercizi di ortottica che rappresentano un esercizio per i muscoli retti, in particolare per il retto laterale oltre che a ristabilire una corrispondenza retinica adeguata.

Nei casi più ostinati, o particolarmente elevati, con esotropie che superano le 45 diottrie prismatiche fino ad arrivare alle 60 diottrie, si richiede spesso l’intervento chirurgico che consiste nel ridurre la potenza del retto mediale (muscolo che spinge all’interno l’occhio) ed il potenziamento del retto laterale che ha azione di spingere l’occhio verso l’esterno. Questo tipo di intervento tecnicamente viene definito con il termine recessione del retto mediale (che porta all’indebolimento del muscolo) associato a resezione del retto laterale con suo potenziamento; questa tecnica raddrizza l’occhio anche se spesso non in maniera totale tanto da poter richiedere un secondo un secondo intervento di aggiustamento.

Negli strabismi convergenti (esotropie) congeniti è necessario ricorrere all’intervento in fase precoce, a volte anche nel primo anno di vita. Gli interventi eseguiti negli adulti possono comportare una diplopia (visione doppia) ed è questo uno dei limiti all’esecuzione dell’intervento in età adulta; tuttavia questa possibilità non esclude a priori l’intervento anche se bisogna edurre il paziente di questa possibilità che in ogni caso, comporta un notevole raddrizzamento degli occhi e, qualora comparisse un senso di sdoppiamento, questo potrebbe essere corretto con lente prismatica se si rimane entro le 5/6 diottrie, altrimenti è necessario reintervenire.

Riguardo all’occlusione oculare con bendaggio, questa metodologia si effettua nei casi in cui uno dei due occhi abbia meno capacità visiva (ambliopia): è buona norma, rispetto a quanto si facesse nei decenni scorsi, di occludere l’occhio migliore non troppo a lungo, specie nelle esotropie monolaterali, per evitare che l’occhio bendato troppo a lungo si scompensi in un’esotropia acuta.

Talvolta lo strabismo convergente può accentuarsi come valore prismatico specialmente nella visione da vicino: ad esempio il bambino può avere un difetto per distanza di 30 diottrie prismatiche, che nella visione per vicino si incrementa a 45 diottrie prismatiche. In questi casi può essere necessario l’utilizzo di lenti bifocali con correzione per la lettura superiore al valore della correzione da lontano.

 



Dr. Carmine Ciccarini

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